I giganti tech tagliano i posti di lavoro

Le aziende tecnologiche americane devono rivedere le stime di crescita dopo il boom registrato negli anni della pandemia.

Twitter licenzia

Elon Musk, dopo la firma dell’accordo da 44 miliardi di dollari con il quale ha acquistato Twitter, si appresta ad avviare un’ondata di licenziamenti. L’intenzione sarebbe quella di dimezzare il personale del social network che attualmente conta 7.500 persone.

Secondo il New York Times i dipendenti ricevono un’email dal titolo “Il tuo ruolo a Twitter”. Se la email viene recapitata al loro indirizzo lavorativo, allora hanno conservato il posto; se invece ricevono il messaggio all’indirizzo privato, significa che sono stati licenziati.

Le norme federali e quelle della California, tuttavia, prevedono un preavviso di sessanta giorni nel caso di licenziamenti di massa: non è chiaro se Musk abbia rispettato tali termini. Su queste basi, potrebbe scattare una indagine da parte delle autorità californiane e tre dipendenti hanno già denunciato Twitter per violazione del Warn Act (Worker adjustment and retraining notification).

Non solo Twitter

Meta, la società in capo a Facebook, vuole licenziare undicimila dipendenti ovvero il 13% della forza lavoro del social network.

Secondo la società Crunchbase, specializzata in studi di mercato, nel 2022 oltre 50.000 lavoratori del settore tecnologico statunitense hanno perso il posto di lavoro. Anche se questo numero corrisponde a meno dell’1% degli impiegati in questa industria, è comunque un fatto senza precedenti per un settore che tradizionalmente è abituato a continue assunzioni.

Salesforce ha recentemente aggiornato le sue politiche interne per rendere più facile per i manager licenziare i dipendenti per problemi di prestazioni senza il coinvolgimento delle risorse umane. Questa mossa arriva mentre il gigante del software ha annunciato di voler tagliare fino a 2.500 posti di lavoro.

Le ragioni dei licenziamenti

Secondo la maggior parte degli analisti, i licenziamenti sono una conseguenza del “raffreddamento” del mercato che durante la pandemia 2020-2021 aveva registrato un boom.

Durante gli anni della pandemia, il personale di Meta è aumentato di circa il 60%. Stripe, azienda di finanza digitale, ha annunciato il licenziamento del 14% dei suoi impiegati a causa di “errate valutazioni” delle stime di crescita dopo i due anni di esplosione del commercio online.

Altro fattore influente è il concomitante calo delle entrate pubblicitarie online: Google ha registrato una contrazione del 25% nel terzo trimestre 2022.

Amazon ristruttura

Gli utili del colosso ecommerce sono stati di 33 miliardi di dollari nel 2020 e di 21 miliardi di dollari nel 2021. Nel 2022 Amazon registra perdite per 3 miliardi. L’azienda, nel corso di quest’anno, ha diminuito il numero dei suoi dipendenti da 1,6 milioni a 1,5 e ha avviato una ristrutturazione dei settori meno redditizi del suo business.

Dopo il recente annuncio di un nuovo robot capace di spostare i pacchi e i prodotti all’interno dei magazzini, l’intenzione di Amazon sembra quella di tagliare ulteriormente i costi del personale impeganto nella logistica, per il quale tra il 2019 e il 2021 aveva assunto più di 800mila persone.

Foto di Alex Kotliarskyi

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